Non era più solo suono. Era Frequenza. Vanni lo percepiva sotto la pelle, come un battito che non apparteneva al cuore. Ogni passo lo avvicinava a un’onda invisibile, che attraversava le rovine e riscriveva il silenzio. Il Riff non si ascoltava: si subiva.
La stanza delle onde
Dietro un mixer bruciato, Vanni trovò un diagramma inciso nel metallo. Linee che non seguivano logica, ma memoria. Ogni curva era un nome, ogni picco una perdita. La Frequenza non era armonia: era verità distorta. «Non siamo qui per capire. Siamo qui per vibrare.»
Il Riff che muta
Il suono cambiava forma. Era lo stesso Riff che Ivan aveva suonato, ma ora era diverso. Più profondo. Più sporco. Vanni lo riconobbe, ma non lo controllava. «La Frequenza non si domina. Si accetta.» E il Riff, come un’onda, lo travolse.

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